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Pubblicato da Leonardo Mendolicchio 14 aprile 2020

Anoressia sintomi: 2 segnali di cui si parla poco

segnali disturbo alimentare

Anoressia sintomi: quando i pazienti o i parenti dei pazienti mi chiedono come riconoscere i segnali di un disturbo alimentare, mi spendo molto nel descrivere e ricercare due segnali che non sono (in apparenza) legati a problemi con il cibo.

L’anoressia come è noto è tra i disturbi alimentari quello più evidente, presenta dei sintomi che sono molto specifici e poco confondibili.

Vi parlerò dell’anoressia non facendovi un banale elenco dei sintomi, bensì parlandovi di due questioni precise.

 

Anoressia sintomi: le mie prime esperienze cliniche

Mi ricordo una delle prime ragazze affette da anoressia nervosa che seguii quando ero ancora in specializzazione ed ero stato “dirottato” al Day Hospital per i disturbi Alimentari. 

Chiara (nome di fortuna) aveva 19 anni ed era di Taranto. Era affetta da una forma di anoressia che noi medici definiremmo Restricter (ovvero caratterizzata da un comportamento alimentare teso esclusivamente alla riduzione dell’introito della quota calorica giornaliera), una digiunatrice provetta.

Era molto magra, la magrezza è uno dei sintomi evidenti dell’anoressia, timida ed impacciata, veniva puntualmente ad ogni seduta di day hospital. La sua puntualità era coerente con il fatto che il suo peso nonostante le cure non si modificava. Chiara era marcata a vista dai genitori, il cibo le veniva somministrato alle dosi corrette e alla giusta frequenza (questo modo parlare di cibo con una terminologia simile a quella dei farmaci mi ha sempre inquietato, ma all’epoca da specializzando non potevo che aderire alla cultura clinica di riferimento), ma nonostante questo il peso non cambiava.

Gli esami escludevano l’uso di diuretici e lassativi, non vi erano segni diretti o indiretti di vomito. Dopo varie settimane di indagini e di colloqui scoprimmo che Chiara abitava al settimo piano e che non era solita utilizzare l’ascensore le 6 volte in cui portava il suo amato cagnetto a fare i bisognini.   Era molto dedita a questa attività per la quale si candidava in modo esclusivo proibendo agli altri elementi della famiglia di provvedere al fedele amico a quattro zampe.

 

Con questa storia vi racconto due sintomi fondamentali dell’anoressia, sintomi che non definirei “classici” ma che restano fondamentali per questo disturbo:

  1. L’egosintonia
  2. L’iperattività motoria

Mentre ci si concentra sui sintomi classici dell’anoressia nervosa, spesso si mettono in disparte questi due aspetti molto importanti che la storia di Chiara dimostra molto bene ovvero la difesa strenua dell’equilibrio sintomatico anoressico (frutto dell’egosintonia) e l’iperattività motoria.

 

Prima di discutere dell’egosintonia dell’anoressia e dell’iperattività motori, è d’uopo riportare i sintomi elencati nel manuale diagnostico e statistico dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi che sono ora riportati:

 

  1. Restrizione dell’introito energetico rispetto al fabbisogno tale da condurre a un peso corporeo significativamente basso in rapporto all’età, al sesso, alla traiettoria evolutiva e alla salute fisica. Si definisce significativamente basso un peso che sia inferiore a quello minimo normale o, nel caso dei bambini e degli adolescenti, inferiore al peso minimo atteso per l’età e il sesso.

  2. Intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, o persistere in comportamenti che interferiscono con l’aumento di peso anche quando questo è significativamente basso

  3. Alterazione del modo in cui vengono vissuti il peso o le forme del corpo, influenza indebita del peso o delle forme del corpo sulla valutazione di sé, o persistente mancanza di riconoscimento della gravità del sottopeso.

 

 

L’egosintonia nel caso di anoressia, l’esempio: sminuzzare il cibo

 

“Egosintonico” è una delle tante parole inventate da Freud e prese in prestito dalla Psichiatria e dalla psicologia. Per fenomeno “egosintonico” si intende una condizione psichica che il soggetto integra nella sua mente rendendola assolutamente coerente con i comportamenti, gli stati d’animo, emozioni che la persona vive tutti i giorni.

Nel caso dell’anoressia, avere paura di mangiare, il vincere la fame, i rituali agiti prima, durante e dopo il pasto, lo sminuzzamento del cibo, l’evitamento dei cibi fobici, sono tutti comportamenti che non vengono vissuti come sgradevoli, incoerenti o disturbanti ma al contrario vengono percepiti come rassicuranti e integrati nella proprie esperienza di vita.

L’egosintonia della Anoressia è il sintomo peggiore. Anche di fronte alla ragazzo o al ragazzo più motivato alla cura della propria condizione anoressica, ci sarà sempre un area di resistenza che rappresenterà il nocciolo duro del disturbo.  L’egosintonia è l’aspetto che meglio ci fa comprendere come mai le persone affette da anoressia non accettano di curasi, boicottano le cure, oppure hanno un basso grado di aderenza ai piani terapeutici.

Per le persone affette da Anoressia, la propria condizione non è vissuta come un disturbo o una malattia da curare, bensì come una propria scelta di vita.

Ogni percorso terapeutico dovrebbe partire da questo presupposto, il rischio, altrimenti, è che si parli a vuoto!

 

Iperattività anoressia: il collegamento

 

Alcuni anni fa fecero degli esperimenti interessanti sui topini. Presero due gruppi di topi, il Gruppo A e il Gruppo B e misero entrambi i gruppi a digiuno. Il gruppo A era messo a riposo, invece i topini del Gruppo B, mentre erano esposti al digiuno, venivano spinti a fare attività motoria sulla ruota.

L’esperimento si concluse con la somministrazione di cibo dopo alcuni giorni di digiuno ad entrambi i gruppi.

I ricercatori scoprirono che i topi del gruppo A ripresero a mangiare senza alcun problema, invece quelli del Gruppo B si mostravano inappetenti nonostante il periodo di astinenza dal cibo.

Da questo esperimento di produsse un modello teorico denominato ABA – Activity Based Anorexia ovvero l’anoressia legata al movimento fisico.

L’iperattività motoria è un sintomo molto grave e molto serio dell’anoressia. La stragrande maggioranza dei soggetti anoressici soffre di iperattività motoria.

Il movimento fisico, infatti, diventa un meccanismo di dipendenza che compensa la mancata gratificazione da cibo.

Spesso i ragazzi e le ragazze che iniziano diete drastiche per dimagrire associano anche una intensa attività fisica. Tale mix è l’anticamera dell’anoressia che si baserà sul digiuno e sull’iperattività fisica.

L’attività motoria è simile ad una dipendenza da sostanza, infatti, la persona affetta da anoressia ha una spinta compulsiva la movimento e percepisce una necessità irrefrenabile a muoversi sino allo sfinimento.

Spesso l’iperattività motoria viene vista come un meccanismo di compenso tipico delle persone anoressiche atto a bruciare le calorie assorbite con il cibo. Questo modo di vedere le cose è parziale oltre che forviante poiché non pone l’accento su tutti i meccanismi di dipendenza che si nascondono dietro i disturbi alimentari.

 

L’egosintonia e l’iperattività motoria sono due sintomi importanti e molto caratterizzanti la sofferenza anoressica. Nei prossimi post la descrizione degli altri sintomi.


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Topics: Articoli, Anoressia

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